La Bauta: la nuova proposta gastronomica del Nani Mocenigo Palace

La Bauta: la nuova proposta gastronomica del Nani Mocenigo Palace

Affacciato sul Canal Grande, Nani Mocenigo Palace ha aperto uno degli indirizzi più interessanti della ristorazione veneziana contemporanea: La Bauta, il ristorante che porta il nome della maschera simbolo del Carnevale cittadino. La cucina si presenta oggi con tre proposte distinte ma coerenti, pensate per accompagnare l’ospite dalla colazione tardiva fino alla cena, senza mai perdere il filo conduttore: una cucina mediterranea con solide radici venete e focus su pesce, verdure provenienti dai migliori produttori locali e tocchi creativi insoliti che tengono unite tradizioni differenti.

Con una proposta gastronomica davvero speciale La Bauta vuole diventare un punto di riferimento di eccellenza in città: una meta sia per chi vuole scoprire la vera tradizione gastronomica italiana (autentico spaghetto al pomodoro, parmigiana, tanto per citare solo alcuni piatti) sia per i palati più esigenti e sofisticati. Il Ristorante vede la firma dello chef stellato Gennaro Esposito, ed è guidato dall’Executive Chef Raffaele Iasevoli e dal pastry chef Raffaele Santoro che danno vita a piccoli capolavori di gusto.

Da sinistra: Pastry Chef Raffaele Santoro, Chef 2 stelle Michelin Gennaro Esposito, Executive Chef Raffaele Iasevoli.

Menù Dinner: eleganza e mare

La proposta serale è quella più ambiziosa. Si apre con antipasti che giocano su equilibri delicati, come le capesante cotte dolcemente accompagnate da una purea di finocchi e agrumi, o la tartare di zucchine con mandorle e pesto di fiori di zucca — un piatto che rovescia l’attesa, portando il vegetale al centro della scena al posto della classica tartare di carne. Non manca però la tradizione carnivora, con la battuta di Fassona accostata a un gazpacho di pomodori, mentre il crudo di pesce, presentato come “interpretazione” personale della cucina, segnala la volontà di non fermarsi al classico.

Tra i primi, il risotto “riserva San Massimo” con variazione di peperoni e kefir di bufala convive con paste ripiene di ispirazione più tradizionale, come i tortelli alle melanzane alla parmigiana, e con un omaggio esplicito all’alta cucina campana nello spaghetto al pomodoro firmato secondo la selezione di Gennaro Esposito. I secondi chiudono il cerchio tra terra e mare: dal filetto di manzo alla griglia con salsa Perigueux alla faraona alla cacciatora, fino al pescato del giorno e alla frittura di paranza, un classico rivisitato con salsa aioli.

Il Light Lunch: informalità curata

A pranzo, La Bauta cambia il registro introducendo insalate come la Caprese, la Caesar e la Horto Salad che convivono con proposte più sostanziose e internazionali — il Club Sandwich con pollo bio, bacon e uovo fritto, il Vegan Sandwich con verdure grigliate e pesto di basilico, e la Chicken Burger firmata dalla casa. Ma è nella sezione “Main Course” che il ristorante rivela la propria identità più autentica: il vitello tonnato, la parmigiana di melanzane, gli spaghetti alla Nerano e le linguine alle vongole veraci raccontano un pranzo che può, volendo, trasformarsi in un pasto completo e importante, chiudendo con un dessert in monoporzione pensato per non appesantire il ritmo della giornata.

Lo Snack Bar: il gusto del passaggio veloce

La terza anima del menu è quella più informale, pensata per chi cerca un momento di pausa breve, ma sempre con grande attenzione alle materie prime. La Caprese con burrata o mozzarella di bufala campana, la selezione di salumi e formaggi, il toast gourmet con tacchino arrosto Ferrarini e Comté stagionato, insieme ai calamaretti fritti, fino alla selezione dei cicchetti: piatti veloci che compongono una carta pensata per accompagnare un aperitivo o una sosta tra un giro in laguna e l’altro.

Il risultato è un progetto gastronomico – ideato dallo Chef Raffaele Iasevoli – che non si limita a offrire tre menu diversi per tre momenti della giornata, ma costruisce un’unica narrazione culinaria, quella di un ristorante che, proprio come la maschera da cui prende il nome, sa mostrare volti diversi restando fedele a un’identità precisa: un’alta cucina veneziana capace di dialogare con il mare, la tradizione italiana e le influenze internazionali, in una delle cornici più suggestive di Venezia.

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