Crafting Tomorrow: a Venezia un laboratorio creativo tra moda, artigianato e responsabilità
Dal 6 al 15 marzo, l’Hotel Nani Mocenigo Palace di Venezia ospita Crafting Tomorrow, un pop-up store che invita a immaginare – e soprattutto a costruire – un futuro fondato su responsabilità, consapevolezza e impatto sociale.
Curato da Sara Sozzani Maino, direttrice creativa di Fondazione Sozzani, e Federico Poletti, direttore editoriale di Next Gen Magazine, il progetto nasce come uno spazio di incontro tra creatività, cultura e nuove forme di produzione responsabile. Più che una semplice esposizione, Crafting Tomorrow si configura come un laboratorio aperto: un invito a trasformare la riflessione sulla sostenibilità in azione concreta.
In una città come Venezia, storicamente crocevia di culture, visioni e scambi, il pop-up diventa un luogo dinamico dove moda, design e artigianato dialogano per generare nuove prospettive. Qui il design non è solo espressione estetica, ma diventa linguaggio di consapevolezza e strumento capace di attivare comunità e stimolare nuove forme di collaborazione.
Il progetto riunisce una selezione di designer e creativi che interpretano il tema della responsabilità sociale attraverso linguaggi e pratiche diverse, ma accomunate da una visione etica e contemporanea.

Tra i protagonisti troviamo Cavia, il progetto fondato da Martina Boero che dà nuova vita a capi vintage, eccedenze di produzione e tessuti sostenibili, trasformandoli in pezzi unici interamente realizzati in Italia. Una moda circolare che celebra l’individualità e il valore del riuso consapevole.



Marcello Pipitone esplora invece il rapporto tra moda e sport con uno sguardo essenziale e concettuale. I suoi capi trattano l’abito come una seconda pelle: un dispositivo culturale che racconta identità, movimento e funzione, eliminando il superfluo per concentrarsi sull’essenza.

Un ruolo centrale è occupato da Maker Mile, progetto ideato da Ilaria Marcatelli per preservare e rilanciare l’artigianato veneziano mettendo in dialogo tradizione e contemporaneità. Attraverso una rete di artigiani – tra cui Marisa Convento, impiraressa specializzata nelle perle veneziane in vetro di Murano, il maestro vetraio Stefano Morasso, gli orafi Marco Venier e Davide Visentin e la merlettaia Sandra Mavaracchio – Maker Mile riattiva tecniche e mestieri che definiscono l’identità della città, proiettandoli in una dimensione innovativa e condivisa.

A completare il progetto è Pecoranera, collettivo che propone un modello di lavoro responsabile fondato sulla collaborazione e sul superamento dell’individualismo. Il brand attinge a un patrimonio culturale eterogeneo – tra studi umanistici, artistici e scientifici – per costruire una moda che esprima appartenenza culturale e rispetto per le proprie origini.
Accanto al pop-up, il progetto prevede anche un momento di incontro e dialogo con il pubblico. Sabato 7 marzo alle ore 16.00 si terrà un talk con i designer dei brand Cavia, Marcello Pipitone e Pecoranera, seguito dalla performance Venetian Beads di Marisa Convento. La giornata proseguirà con una conversazione dedicata al rapporto tra merletto e moda e si concluderà con un workshop e talk con gli artigiani di Maker Mile.
Come sottolinea Paolo Caffi, amministratore delegato di Nani Mocenigo Palace: “Venezia resta un luogo unico per immaginare nuovi modelli culturali e creativi: una città dove tradizione e innovazione possono convivere e generare nuove visioni per il futuro”.